Carte di credito revolving, quanto convengono realmente?

Carte di credito revolving

Delle carte di credito revolving tanto si è scritto e, presumibilmente, tanto si continuerà a scrivere. Da una parte vi sono infatti coloro che indicano le carte di credito revolving come degli ottimi strumenti transazionali da utilizzare in piena libertà e flessibilità, potendo pertanto – attraverso esse – riuscire a soddisfare delle basilari esigenze di liquidità. Insomma, una sorta di salvadanaio virtuale da portare sempre con sè, e da rompere quanto necessario.

Dall’altra parte vi sono tuttavia coloro che indicano nelle carte di credito revolving delle vere e proprie trappole, evidenziando come tali strumenti abbiano dei costi ricorrenti e di consumo molto più elevati di tante altre forme di finanziamento, e sconsigliando vivamente la loro fruizione, in favore di altre tipologie tecniche di credito.

Ma dove è la verità? Quanto convengono veramente le carte di credito revolving?

Per cercare di fornire una risposta a questa domanda, riassumiamo brevemente quali sono i valori aggiunti delle carte di credito revolving rispetto ad altre forme di finanziamento, e quali invece sono le “pecche” relative.

Anzitutto, le carte di credito revolving sono rilasciate con particolare facilità dalle banche o dalle finanziarie emittenti, hanno una linea di credito prontamente spendibile senza dover fornire giustificazioni, sono delle linee di credito ricorrenti (che si rigenerano man mano che si procede al rimborso), e hanno una semplicità di fruizione davvero formidabile.

Di contro, le carte di credito revolving sono altresì strumenti molto onerosi rispetto ad altre forme di finanziamento, costituiscono dei mini piani di rimborso che spesso consentono una rigenerazione del fido originario dopo mesi (o anni!) e sono viste generalmente come degli strumenti da “ultima spiaggia” creditizia.

La verità, per nostra fortuna, sta nel mezzo. Ovvero, le carte di credito revolving sono degli strumenti molto utili, ma necessitano di un utilizzo accorto. Qualche esempio?

Se dovete acquistare un’auto usata, dal valore di 5.000 euro, difficilmente vi converrà ricorrere alle carte di credito revolving. Meglio richiedere un esplicito finanziamento e ne trarrete vantaggi in termini di tassi di interesse e opportunità di personalizzazione del piano di rimborso. Se invece vi trovate in un negozio, vedete un abito del quale non potete fare a meno ma non avete con voi la liquidità necessaria, potete senza indugi utilizzare la carta di credito revolving, e rimborsare in qualche mese la preda del vostro shopping.

È dunque possibile individuare delle regole di utilizzo generale? Noi ci proviamo: è meglio utilizzare altre forme di rimborso rateale tutte le volte in cui l’acquisto è pianificato da tempo, e l’importo supera i 2.000 o 3.000 euro. Di contro, può convenire utilizzare la carta di credito revolving ogni qual volta ci troviamo di fronte a una spesa improvvisa, o a un altro onere che vogliamo rimborsare gradualmente.

In ogni caso, domandate sempre tutte le informazioni che necessitate alla banca o alla finanziaria emittente: è probabile che, all’interno del catalogo prodotti disponibile nell’istituto, ci sia anche qualcosa che fa al caso vostro…